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I misteri delle società pubbliche fuori controllo

Da la Repubblica di sabato 8 maggio 2010

di Giuseppe Ossorio

Un capitolo va aperto con tutta urgenza - a proposito della tenuta dell'equilibrio finanziario del bilancio regionale - sul controllo della qualità  della spesa pubblica delle Società  a totale  o parziale partecipazione della Regione. Negli ultimi anni, in Italia, abbiamo assistito al proliferare di un numero elevatissimo di società a partecipazione pubblica per i servizi locali, al punto tale che da una recente ricognizione del quotidiano "Milano Finanza" è risultato che nel 2009 esistevano addirittura ben 1.875 consorzi e 3.356 società  partecipate dalle pubbliche amministrazioni.
Nella maggior parte dei casi si tratta di società  che hanno lo scopo di gestire i trasporti, lo smaltimento dei rifiuti, l‚Äôerogazione del gas e dell'energia elettrica, e che sono state create dai vari enti locali, diciamolo francamente, per eludere il patto di stabilità e gli obblighi in materia di gare e di assunzioni del personale, con una commistione della forma societaria privata - SpA o Srl -  con capitale pubblico. Normalmente gli enti locali che sono proprietari dell'intero capitale sociale o comunque della maggioranza delle quote di queste società , ripianano le perdite conseguite con nuovi apporti in denaro o in immobili del patrimonio dell'ente. Di recente, però, un nuovo fenomeno si sta manifestando.
Di fronte all'emergere di perdite sempre pi˘ cospicue e difficili, se non impossibili, da coprire e giustificare agli occhi dell'opinione pubblica, oltre che a quelli dei propri elettori, alcuni enti pubblici locali stanno lasciando che le società  da loro partecipate seguano il triste epilogo di ogni società  inefficiente.
Ha cominciato la Provincia di Caserta a lasciare che l'ACMS, l'Azienda che gestisce il trasporto pubblico nella provincia di Caserta, diventasse nel settembre dell'anno scorso, la prima società  a capitale interamente pubblico e che svolge un servizio pubblico locale, ad essere ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria prevista dalla legge Prodi bis che - lo ricordiamo per coloro che non siano particolarmente addentro alla materia -, è la procedura con la quale si cerca di evitare la liquidazione delle grandi aziende in crisi esperendo prima il tentativo di ripristinarne l'equilibrio economico finanziario.
Ma la decisione adottata dalla Provincia di Caserta per la sua Azienda di trasporti è servita solo da rompighiaccio per altre realtà operanti in diversi campi ed in diverse regioni. La stessa sorte del commissariamento, infatti, è toccata nel nuovo anno prima all'Azienda Servizi Ambiente di Ivrea che gestisce i rifiuti, il ciclo idrico e il teleriscaldamento per circa 80.000 abitanti di 53 comuni consorziati di quell'area del Piemonte e, poi alla AMIA di Palermo, la Società  che gestisce la raccolta, il trasporto dei rifiuti, l'igiene ambientale e la manutenzione delle strade del Comune di Palermo. In altri casi, invece, gli enti pubblici locali non hanno potuto usufruire dei benefici previsti dalla legge Prodi bis, solo perché le Aziende di pubblici servizi di cui sono proprietarie hanno dimensioni inferiori al minimo previsto per il commissariamento.
Ciò non ha impedito agli enti pubblici che ne sono proprietari di abbandonare al proprio destino, cioè a procedure concorsuali, prima la Meda Servizi Pubblici S.p.A. di Monza e poi la Volsca Ambiente S.p.A. di Velletri. Gli esempi descritti, però, non sono altro che la classica punta dell'iceberg di un settore, quello dei servizi pubblici locali, e di un modo di gestirli (la creazione di società  interamente o comunque sostanzialmente possedute dagli enti locali), che ha mostrato tutti i limiti dei loro Piani Industriali che non rispondono alle condizioni del mercato.
È urgente, in questo contesto, affrontare il tema del controllo della qualità della spesa pubblica, del rispetto del capitale pubblico come capitale di rischio e, infine, della formazione di un management pubblico in Campania. Vorremmo ritornare su questi argomenti per la chiarezza del lavoro che dovrà  svolgere il prossimo Assessore regionale al Bilancio della Campania.