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I Migranti bussano alle porte della Regione. L’Esodo

Il sistema dei Centri di prima accoglienza e di quelli di indentificazione ed espulsione è al collasso sotto la pressione di una flusso inarrestabile che, prevedibilmente, aumenterà nei prossimi anni. Il recente sbarco a Salerno  con una decina di donne incinte e un centinaio di minori, ammassati sul molo del porto, nonostante la determinazione e la volontà che vi è stata, ha mostrato come la Campania non sia ancora pronta a fronteggiare questo tipo di emergenze, soprattutto dal punto di vista di assistenza pubblica.
Dopo i primi controlli di rito, la quasi totalità degli immigrati è stata immediatamente smistata verso altre regioni dotate di strutture più adeguate. Abbiamo ancora negli occhi le immagini dei bagnanti di Pozzallo e di Scicli, con i bagnanti scesi in acqua per tirare a riva uomini e donne esausti, o i pescatori di Lampedusa, pronti a sfidare le onde. E capiamo che quei gesti di solidarietà e di altruismoh non basteranno più nel prossimo futuro.
La normativa della Regione Campani parla di tutela dei diritti degli stranieri extracomunitari, ma è ferma al 1994. In questi vent’anni il flusso ha assunto proporzioni e drammaticità da esodo biblico. E si è perso del tutto quel clima di solidarietà che aveva permesso spontaneamente l’integrazione degli immigrati nelle campagne di Castelvolturno e nei cantieri edili dell’entroterra napoletano. Ben altro clima si respira oggi e di questo bisogna ineludibilmente farsi carico. Il Mezzogiorno, e non solo la Sicilia, continuerà ad essere la porta d’ingresso in Europa dal Mediterraneo, quel “mare nostrum” che dovrebbe unire, invece, è diventato, con il suo fondale, un luogo triste. L’Unione Europa ha in qualche modo abbandonato l’Italia al suo destino di terra d’accoglienza, puntando al massimo sulle espulsione ed evitando, fin dove possibile, che il primo approdo non sia la tappa di passaggio per altre destinazioni continentali.
È lontano anche l’esempio francese e quello inglese, società che hanno fatto dell’integrazione uno dei motori del loro sviluppo. Per non parlare dell’emigrazione in Germania, vera colonna spinale del lavoro industriale. Oggi i figli ed i nipoti degli immigrati, proprio grazie all’accoglienza che i loro parenti hanno ricevuto, si sono perfettamente integrati in queste nazioni.
In Campania la Regione deve tener conto di una vera e propria politica per l’immigrazione. Ben altri fondi saranno necessari e  i capitoli di spesa dovranno essere rimodulati a partire dall’assistenza sanitaria.  In queste condizioni, Salerno, in assenza di politiche e di strutture adeguate, avrà non poche difficoltà ad affrontare questa nuova emergenza che domani toccherà anche a Napoli.