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Tutti alla corte di San Gennaro

Da “la Repubblica” di venerdì 9 settembre 2011

Di Giuseppe Ossorio

Anna Maria Ortese ci ricorda che non sempre il mare bagna Napoli. Dopo tanti anni ancora ha ragione. Sia chiaro, oggi altri sono i problemi della città . Ben poco hanno delle aspirazioni e delle tensioni che si affacciavano a quel tempo. Ogni volta che si affaccia un’idea la città si spacca. Al confronto subentra lo scontro, al limite dell’intelligenza. Napoli è una città-tartaruga. I lavori se hanno la fortuna di iniziare durano decenni e sono infiniti. Molti neppure decollano perché il confronto è sugli interessi contrapposti. Dall’Ospedale del Mare ai suoli di Bagnoli, dal Termovalorizzatore di Napoli Est alla bonifica di quell’area. Poi rimaniamo di stucco e ci lamentiamo se una regata prestigiosa come la Louis Vitton Cup non approda a Napoli.
Anche in questa occasione abbiamo assistito ad un dibattito fuori dalla realtà. Come se la vetrina della città mostrasse un belvedere. Eppure, di tanto in tanto si verificano episodi della vita cittadina che ci inducono a pensare che anche a Napoli una coesione è possibile. Sia chiaro, sono episodi emblematici non risolutivi delle condizioni poco eccellenti in cui versa la città . Vorremmo che si sviluppasse una forte coesione cittadina anche intorno a una certa idea di crescita e di sviluppo economico e sociale di Napoli. Un riscatto che ancora non è all’orizzonte. È da qualche anno, lo abbiamo già rilevato in un’altra occasione, che la figura del cardinale Crescenzio Sepe emerge e si caratterizza su alcuni temi che tengono insieme la città. Piaccia o non piaccia, ma è così. L’Autorità morale entra molto di più dell’Autorità civile nella coscienza dell’opinione pubblica cittadina e civile. Riesce a tenerla unita su argomenti che toccano il sentimento popolare.
Di giorno in giorno, il capo della Chiesa napoletana diventa pi๠popolare. Anche i giornali hanno cominciato – non da ora per la verità – ad averlo come punto di riferimento. La manovra economica, che tanto sta dividendo il paese, costituisce un’occasione per lanciare ai napoletani una esortazione di coesione. Al cardinale Sepe e alla nostra città inviamo queste considerazioni. È di questi giorni, appunto, la discussione dell’ondivago rapporto dialettico tra il Governo e la manovra economica che dovrebbe salvare l’Italia e mantenerla in Europa. Non entriamo nei suoi contenuti. Ci interessa qui la bizzarra presa di posizione dei politici che, per rendere pi๠produttivo il sistema Italia, hanno pensato di spostare e accorpare alcune festività , anche religiose, in modo da impedire l’assenza dal lavoro.
Secondo il decreto legge, San Gennaro o sposta il giorno del miracolo, oppure, comunque, a quanto sta decidendo il Parlamento, dovrà celebrare la festa la domenica immediatamente successiva al 19 settembre, giorno in cui Napoli ha sempre festeggiato questo suo patrono.
A Napoli per non fare spostare la festa si mobilitano politici di ogni livello e schieramento, intellettuali, imprenditori, e semplici cittadini. Tutti a chiedere al Governo di fare la grazia a S. Gennaro e a rispettare che la celebrazione continui ad avvenire il 19 settembre di ogni anno. Non abbiamo mai nascosta l’educazione laica senza asprezza e proprio in ossequio a quei principi crediamo che sia importante il riferimento a quello che la Chiesa cattolica ci ha insegnato. Che cos’è un Santo per i Cattolici? È un esempio, è un modo per sottoporre all’attenzione dei fedeli modelli di comportamento e di testimonianza dello spirito del Cristianesimo. Perché San Gennaro è santo?
La Chiesa lo annovera come santo da ben prima di quanto la Storia raccolse e testimoniò dello scioglimento del suo sangue. Egli ha dedicato la vita del suo corpo a testimoniare il valore della buona novella cristiana, a testimoniare l’importanza per gli uomini del Cristo e del Cristianesimo. È questo che quella Chiesa, che è nel nostro “dentro”, deve saper continuare a testimoniare, forse ogni giorno. Caro Cardinale, è la celebrazione quotidiana dell’esempio di Gennaro che può migliorare moralmente Napoli. Ella potrà contribuire non poco a tenere coesa la nostra amata città, parlando della testimonianza di Gennaro. Anche al di là della data.