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Trasporti a rischio di insolvenza

Da “Il Sole 24 Ore Sud” di mercoledì 27 aprile 2011

Di Vera Viola

«Rischiamo di incorrere in una situazione di insolvenza che potrebbe pregiudicare i diritti acquisiti. La Srl Eav Bus chiude il bilancio 2010 con un deficit che potrebbe oscillare tra gli 11,6 e i 17,3 milioni». A lanciare l’allarme è Giuseppe Ossorio, presidente di Eav Bus, controllata da Ente Autonomo Volturno (100% Regione Campania) che gestisce le linee di trasporto locale su gomma: prima in regione per numero di chilometri coperti (20 milioni, pari a 3.170 di rete), con un bacino di 2,2 milioni di utenti, 12 depositi e 593 veicoli, particolarmente attiva in provincia di Napoli. A soli tre anni dal suo battesimo, Eav Bus “con un organico di 1.410 addetti“ oggi rischia di naufragare. Per Ossorio è necessario correre ai ripari.
In che modo, presidente?
È necessario contenere il deficit. E qui entrano subito in gioco la regione Campania e le province con cui Eav Bus stipula contratti di servizio. Ebbene è previsto che dal 2008 tali contratti sarebbero stati rivalutati del 4%, ma non è avvenuto. È necessario che le rivalutazioni vengano adottate con atti amministrativi ad hoc. Se ciò avvenisse potrebbero entrare nelle casse della Srl 6 milioni: quindi potremmo parlare di un deficit 2010 di 11,6 milioni. La situazione finanziaria della società resta complessa, ma potremmo resistere, chiaramente con un gran lavoro di risanamento.
Ma perché, presidente, lei che riveste un importante ruolo all’interno della società dal 2009 si decide solo oggi a lanciare l’allarme?
Al mio arrivo la situazione era già compromessa. E l’ho anche denunciato. Dapprima, in sede di approvazione del bilancio preventivo 2010, in marzo, mi sono astenuto dichiarando di non essere in condizione di agire con le dovute informazioni, come prevede l’articolo 2.381 del codice civile. Successivamente, in sede di presentazione del consuntivo semestrale 2010, ho votato contro poiché in esso la rivalutazione dei contratti veniva data per automatica finendo per descrivere un quadro più roseo della realtà . Insomma, si trattava di crediti a mio parere sperati ma inesigibili: pertanto ho preteso maggiore trasparenza.
Quindi attendete risposte sulla rivalutazione?
Si. Entro fine giugno Eav Bus deve approvare il bilancio, pertanto prima di quella data la regione Campania e le province di Napoli, Benevento e Caserta dovranno decidere.
Ma, rivalutazione a parte, la situazione resta disastrosa: la società ha un indebitamento bancario di 20 milioni a fronte di entrate per 80, un costo del lavoro di circa 60 milioni. E il rincaro del biglietto scattato a inizio mese vi aiuta poco. Eppure nel 2008 la Srl era partita con il bilancio in equilibrio. Poi, cosa è successo?
È vero, si partiva nel 2008 con i conti in equilibrio al momento in cui Circumvesuviana, MetroCampania Nordest e Sepsa confluivano in Eav Bus. Nasceva una società di dimensioni tali da poter operare sul mercato. Ma sin dai primi otto mesi di attività si sono accumulati 6,7 milioni di deficit. La società era stata affidata ad un amministratore unico dotato di ampi poteri rimasto in carica fino a due mesi fa: il suo piano industriale ’“ su cui espressi voto contratio ’“ non ha prodotto alcun effetto positivo. Devo aggiungere che negli anno scorsi non sono mai state bandite gare per selezionare fornitori di beni e servizi..
E poi?
A mio parere paghiamo tutte le conseguenze di un periodo in cui in Campania le “idrovore” rifiuti e sanità hanno impoverito gli altri settori amministrativi. La giunta Bassolino, inoltre, ha investito molto sulle infrastrutture su ferro e ha avuto poco da spendere su servizi e sulla gomma. A questo aggiungiamo gestioni non trasparenti, una burocrazia pesante e arriviamo ai nostri giorni. Lo spartiacque è rappresentato dalla delibera voluta da Caldoro che fissa le linee per il riordino delle società e rinnova la governance.
La delibera prevede anche un ridimensionamento delle linee su gomma a vantaggio di quelle su ferro, lei è d’accordo?
Lo sono, in questo modo verrebbero valorizzati gli investimenti sostenuti su ferro e verrebbe tutelato l’ambiente. Ma questo è un obiettivo di medio periodo. Nel breve termine sappiamo di dover in primo luogo elevare la produttività dei dipendenti che, purtroppo, è molto bassa. A questo scopo è già partito il confronto con i sindacati. L’amministratore delegato, Roberto Pepe, sta lavorando al nuovo piano industriale che dovrà prevedere una revisione della rete, taglio di rami secchi, e, risorse permettendo, nuovi autobus. Ma su tutti i nostri piani ora pesano il buco in bilancio e l’incertezza dei fondi regionali e provinciali. Di certo, se ci saranno tagli, dovremo necessariamente ridurre anche i chilometri coperti e, di conseguenza, l’organico.
In conclusione, in tutta lealtà, la sfida si può vincere o siamo di fronte alla solita solfa per ottenere finanziamenti pubblici?
Dobbiamo farcela, perché è tutto il settore pubblico che al Sud deve riscattarsi dimostrando di sapere e poter fare. Sono in gioco i servizi, il lavoro dei dipendenti, la competitività delle imprese. Infine, se dopo sanità e rifiuti la Campania dovesse cadere sui trasporti, finiremmo per dar ragione alla fronda leghista che si rafforza nel paese.