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Merito a De Laurentiis

Da “la Repubblica” di mercoledì 13 aprile 2011

Di Giuseppe Ossorio

Aurelio De Laurentiis è una di quelle personalità che possono giovare a Napoli ben oltre la sua specifica attività di proprietario della squadra di calcio. Egli ha dimostrato che a Napoli è possibile organizzare una struttura competitiva senza che la politica ci metta becco. Anzi, fuori e lontano dalla politica senza assoggettarsi ad essa. Non è poco.
Persino un magistrato serio come Raffaele Cantone, che si è distinto per il suo lavoro e per non aver abboccato alla sirena della politica, ha affermato che il risultato eccellente della squadra dimostra che anche a Napoli è possibile raggiungere risultati pregevoli. Le comunità sociali si difendono. Al loro interno sorgono spontaneamente personalità fuori dal coro. Il loro impegno è tanto più apprezzabile quanto più si prodigano e si affermano in piena autonomia, slegati dalla politica. Senza confondere il sacro con il profano, viene spontaneo un accostamento - chiaramente solo per l’assiduità del loro lavoro - fra l’energia operosa del cardinale Crescenzio Sepe (ne abbiamo già parlato in un recente articolo) e l’attività dell’imprenditore Aurelio De Laurentiis.
Ovviamente, nelle loro distinte attività di fede l’uno e di industriale l’altro. Entrambi, però, sono dei formidabili sponsor oltre frontiera di una Napoli che non si rassegna e che tenta la rivincita. Sono personalità di cui Napoli in questo momento ha bisogno. È importante che in questo momento di appannamento della città un imprenditore abbia profuso a Napoli una parte del suo fiuto imprenditoriale e la sua passione.
I napoletani devono capire che possono risalire la china anche come cittadini. La parabola del Calcio Napoli, dalla serie C all’Europa, oggi ai vertici della classifica di serie A, rappresenta anche la metafora di una città che vuole traghettare se stessa dalle attuali difficoltà verso un futuro positivo, a dispetto delle tante, troppe, statistiche negative, che non sempre riescono a cogliere una realtà complessa e di difficile interpretazione.
La napoletanità , alcune volte, ben lungi dal costituire un limite può essere vissuta con orgoglio, come senso di appartenenza di un popolo che ha imparato ad affrontare i problemi e le ristrettezze aguzzando l’ingegno, facendo ricorso ad un innato adattamento. Questa consapevolezza dovrebbe sostanziare il comportamento dei candidati a Sindaco nelle prossime elezioni comunali. È stato opportuno e tempestivo il richiamo del presidente del Napoli De Laurentiis alla sobrietà elettorale. Egli ha esortato i candidati a spendere meno soldi in campagna elettorale e ad attivare più interventi per tenere Napoli pulita, perché con la Pasqua e l’arrivo dei turisti non si debba offrire il puzzo della disorganizzazione. Bene ha fatto, quindi, a spronare la città a ritrovare uno spirito pubblico.
Ci auguriamo che vi siano altre personalità che per autorità morale, per voler rischiare in proprio, per capacità operativa vogliono migliorare Napoli? C’è posto, si facciano avanti. Il tessuto civile e sociale di Napoli non è più in grado di sopportare le divisioni. Un tempo vi era una vivace vita culturale cittadina che, ormai, langue da troppo tempo. Vi erano dei centri decisionali di una certa importanza ed un tessuto industriale alquanto diffuso. Oggi bisogna affidarsi e dare fiducia ad alcune individualità fruttuose che non provengono dal circuito politico. Bisogna indicarle all’opinione pubblica, soprattutto se sono fuori dalla mischia e se rappresentano un esempio di affrancamento.