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Camera dei Deputati. XVI Legislatura – 632ª SEDUTA PUBBLICA

MOZIONE:

Primo firmatario Giuseppe Ossorio
Oggetto: iniziative per il disarmo e la non proliferazione nucleare in vista del prossimo vertice NATO

La Camera,

premesso che:
nel prossimo mese di maggio si svolgerà a Chicago il summit dei diversi paesi appartenenti alla NATO. I punti di partenza non paiono del tutto convergenti. In particolare molti dei partecipanti registrano differenti posizioni per quanto riguarda i rapporti con la Russia e la questione della sicurezza internazionale. Prima di questo summit a Camp-David si terrà un incontro con otto potenze internazionali;
al vertice avrebbe dovuto partecipare anche la Russia ma pochi giorni fa, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha reso noto che non si terrà il summit con la Federazione russa;
Rasmussen a riguardo ha dichiarato : “Ho personalmente discusso la questione con il neoeletto presidente Putin, con il quale abbiamo convenuto che la data prevista per il summit di Chicago NATO-Russia risulta attualmente problematica, in quanto al momento il calendario politico russo è già fitto di impegni riguardanti la politica nazionale. Confermo invece che ci sarà il prossimo mese un incontro con il Ministro degli affari esteri russo, a dimostrazione che continuiamo a credere nel dialogo e in un’effettiva collaborazione. Cosa che proseguirà tanto prima quanto dopo il summit di Chicago poichè il dialogo con la Russia continuerà anche nel futuro.”;
il segretario stampa di Putin, ha confermato affermando che “al momento non sono in atto preparativi per il summit di Chicago”;
appare evidente che la questione del disarmo nucleare passa inevitabilmente dalla distensione dei rapporti tra Usa e Russia. Se le due super potenze non troveranno un accordo sul percorso da seguire, nessun altro Paese può rivendicare la possibilità di intervenire in maniera concreta;
in questo senso sia il vertice dei ministri degli esteri del il 14 aprile 2011 tenutosi a Berlino in occasione del quale è stato sottoscritto da parte di Polonia, Norvegia, Germania e Paesi Bassi un «non-paper sul rafforzamento della trasparenza e della fiducia in relazione alle armi nucleari tattiche in Europa» indirizzato al Segretario Generale della NATO, sia il vertice del G8 del 27 maggio 2011 a Deauville, in Francia durante il quale stata approvata la «Dichiarazione sulla non proliferazione e sul disarmo» con la quale si è riaffermato il sostegno incondizionato al trattato di non proliferazione (TNP) ed è stato rivolto un appello «a tutti gli Stati non ancora parti del trattato di non proliferazione (TNP), della Convenzione sulle armi chimiche (CWC) e della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche (BTWC), ad aderire senza indugio», risultano depotenziati nella loro portata;
su un eventuale percorso comune tra Usa e Federazione Russa incidono diversi e fattori, che lo rendono decisamente più complicato. L’interventismo americano nel mediterraneo, l’opposizione di Mosca circa la politica della NATO in medio Oriente, con riferimento sia le operazioni in Libia, sia al blocco sugli interventi nella questione siriana, la differenza di approccio per quanto riguarda il problema iraniano. Senza contare l’opposizione russa alla, attualmente senza un mandato ONU, del contingente NATO in Afghanistan. Ovviamente quanto successo in occasione delle ultime elezioni presidenziali in Russia non facilita i rapporti. Infine, appare evidente che la decisione americana di proseguire il programma missilistico di difesa europeo non può che aumentare le divergenze emerse tra Stati uniti e Russia;
Al summit di Seul sulla sicurezza nucleare, Dimitri Medvedev e Barack Obama si sono incontrati per l’ultima volta in qualità di presidenti dei rispettivi Paesi. Il tema principale è stato proprio quello del reset delle relazioni USA-Russia,
si è discusso dello lo status attuale degli arsenali nucleari e della possibilità di ulteriori riduzioni degli armamenti dopo quelle concordate nel nuovo Trattato sulla riduzione degli arsenali nucleari (New Strategic Arms Reduction -Treaty - New Start) firmato nell’aprile del 2010;
inevitabilmente si è parlato però soprattutto del sistema di difesa antimissile che gli Stati Uniti e la NATO intendono dispiegare in Europa in varie fasi tra il 2012 e il 2020. Sistema che la Russia vede come una minaccia diretta al suo arsenale nucleare;
l’allora Presidente uscente della Federazione russa Medvedev ha affermato che, anche per il nuovo Trattato sulla riduzione degli arsenali nucleari, si era raggiunto un accordo all’ultimo momento. Stavolta, però, la strada è più in salita. Non si tratta, infatti, di scrivere un trattato a tappe forzate, ma di individuare anche una posizione e finalità comuni che ancora mancano. Lo stesso Medvedev aveva parlato in toni poco conciliatori alla vigilia del summit di Seul, sottolineando che il Cremlino non si fida delle rassicurazioni verbali della NATO;
la rottura con la Russia non appare sostenibile anche per motivi strategici. La Russia, al momento, resta uno dei principali Paesi di transito per i rifornimenti delle truppe NATO stanziate in Afghanistan. Di recente, Mosca ha annunciato la sua disponibilità a concedere l’uso della base aerea russa di Ulyanovsk alla NATO per facilitare i rifornimenti alla missione ISAF. Russia e NATO collaborano, inoltre, nella lotta alla pirateria a largo delle coste somale e nella prevenzione di attacchi terroristici;
trovare un accordo con la diplomazia russa appare quindi fondamentale, ma non può essere limitato alla sola questione del progressivo disarmo nucleare; l’accordo non può che riguardare molte se non tutte le questioni attualmente aperte;
certamente l’aspetto più diretto e importante dei rapporti di sicurezza tra Russia e Occidente riguarda proprio gli arsenali strategici nucleari. Per continuare la marcia verso il disarmo nucleare, invocato da Obama a Praga nell’aprile del 2009, è necessario però lavorare concretamente ad ulteriori riduzioni degli arsenali, includendo nelle trattative anche i Paesi con arsenali nucleari più piccoli.
appare necessario raggiungere un accordo sul ritiro delle armi nucleari tattiche in Europa, un pericoloso lascito della Guerra fredda. Più piccole delle testate nucleari “ordinarie”, queste armi erano state studiate per l’impiego sul campo di battaglia, col fine di arrestare l’avanzata di forze convenzionali numericamente superiori;
i sistemi di difesa da missili balistici erano già stati messi al bando da USA e URSS con il  trattato anti-missili balistici del 1972, proprio per le conseguenze nefaste che avevano per la corsa agli armamenti, incoraggiando lo sviluppo di missili offensivi sempre più potenti. Il trattato fu denunciato dall’amministrazione Bush nel 2002, provocando già allora forti critiche da Mosca;
il rapporto dunque su cui puntare resta quello tra Usa e Russia, rapporto sul quale il nostro Paese è riuscito ad intervenire positivamente nel recente passato. L’incontro di Pratica di Mare del 2002 può rappresentare una data storica, è stato quell’incontro ad aprire la strada alla nascita del Consiglio Nato-Russia, e nel 2010, va ricordato che al vertice di Lisbona proprio quell’incontro è stato celebrato da tutti i leader europei, come momento fondamentale nell’evoluzione dei rapporti tra le superpotenze;
impegna il governo:
a svolgere in tutte le sedi internazionali un ruolo di sostegno alle misure di disarmo e di non proliferazione nucleare, in vista del prossimo vertice NATO di maggio 2012 a Chicago;
a rilanciare a livello internazionale l’iniziativa diplomatica di Pratica di Mare, come modello di riferimento per lo sviluppo delle relazioni con la Federazione russa, facilitando in questo modo la collaborazione ed il dialogo tra Nato e Federazione russa, nell’ottica di un progressivo ed efficace programma di disarmo nucleare;
ad adoperarsi per rilanciare le attività del Consiglio NATO-Russia (NRC);
a sostenere l’opportunità di ridurre ulteriormente il numero di armi nucleari tattiche in Europa, nella prospettiva della loro progressiva eliminazione, in quadro di reciprocità coerentemente con il nuovo concetto strategico approvato a Lisbona;
a contribuire nelle sedi internazionali proprie, in coerenza con gli obiettivi già indicati dal vertice G8 dell’Aquila, alla piena realizzazione degli impegni assunti a conclusione della Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare del maggio 2010.

(1-01009) “Ossorio, Nucara, Brugger”