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Camera. Atti Parlamentare. XVI Legislatura – Resoconto Sommario e Stenografico Seduta

Testo integrale della dichiarazione di voto del deputato Giuseppe Ossorio sul disegno di legge di conversione n. 5178
 
Grazie signor Presidente, onorevoli colleghi, i Repubblicani osservano che non è la prima volta che il Governo decide di chiedere la fiducia alle Camere. Sappiamo responsabilmente che dobbiamo riconoscere questa fiducia, dobbiamo farlo al di là del merito pera altro condivisibile del provvedimento oggi al nostro esame, per senso di responsabilità verso il Paese.
Su questo punto credo sia bene che l’esecutivo rifletta adeguatamente. I singoli provvedimenti che sono stati presentati potevano e possono essere discussi tutti nel merito, e su ognuno possono essere avanzate critiche più o meno condivisibili. Esiste però un rapporto di fiducia tra Parlamento e questo Governo che va oltre ogni singolo provvedimento e si fonda sulla necessità , sulla responsabilità , sul progetto complessivo che questo governo sta portando avanti. È un credito di non poco conto.
Ebbene da diverso tempo, dalle Camere sono emerse indicazioni che credo il Governo abbia il dovere di valutare con estrema attenzione. In particolare si chiede, per la verità non solo in sede parlamentare, che l’azione di rigore venga temperata con un’altrettanto efficace azione finalizzata allo sviluppo.
I Repubblicani confermano la fiducia al Governo Monti. Pongono però la necessità di un reciproco rapporto. Lo chiediamo per le migliaia di aziende che attendono di poter contare su linee di credito affidabili; per tutti quei cittadini che dalle banche in questi anni ed in questi mesi continuano a sentirsi dire di no, lo chiediamo per quei lavoratori giovani che in attesa di un contratto a tempo determinato non riescono ad accedere ad alcuna forma di credito e mutuo, perché le banche non lo concedono.
È giusta, dunque, la correzione contenuta nel provvedimento al nostro esame, che ridefinisce la nullità della clausola che prevede remunerazioni per le banche per la concessione di linee di credito nonché in caso di sconfinamenti, limitandole alle sole clausole stabilite in violazione delle disposizioni adottate in tale campo dal Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR).
Sarebbe altrettanto giusto sensibilizzare con la necessaria incisività e con eventuali interventi normativi gli istituti bancari a fornire credito ai cittadini italiani, alle famiglie, ai quei lavoratori precari, che una famiglia non possono farsela, ed ovviamente alle imprese da cui dipende in definitiva la reale possibilità di ripresa economica del Paese.
Non è un’opzione possibile, è una precisa indicazione politica alla quale il Governo deve rispondere. Anche e forse soprattutto in virtù della fiducia, di quel tipo di fiducia a cui ho accennato, di cui gode.
Il Governo italiano deve assumersi la responsabilità su mandato delle Camere di sostenere in sede europea con la massima decisione un graduale ma efficace cambio di rotta. La politica di esclusivo rigore imposta, specie da alcuni stati europei, da sola non basta, quello che sta avvenendo in Grecia, deve farci riflettere.
Non solo i risultati elettorali francesi come quelli tedeschi hanno offerto sul punto un’indicazione chiara.
Concludo, signor Presidente, dunque, confermando la fiducia al Governo. Chiediamo come Repubblicani che il rapporto tra Governo e Parlamento si fondi proprio su questa fiducia vicendevole, sull’assunzione di responsabilità comune.