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Trasporti fuori dei binari

Da “la Repubblica” di giovedì 23 settembre 2010

di Giuseppe Ossorio

Il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha colto l’allarme che da tempo è stato lanciato: la situazione debitoria del sistema dei trasporti della nostra Regione rappresenta la nuova, grave emergenza con la quale ben presto ci toccherà fare i conti. Il Presidente della Regione stima l’esposizione delle società partecipate nel settore della mobilità in Campania in oltre 500 milioni di euro. Una voragine seconda solo a quella della Sanità.
Ma mentre quest’ultima è continuamente sotto i riflettori degli organi di informazione e, quindi, l’opinione pubblica è bene informata, non così può dirsi del sistema dei trasporti che, invece, è all’attenzione solo di pochi addetti ai lavori. Eppure, la situazione debitoria, così come quella della sanità della nostra regione è così grave da far prevedere al Presidente Caldoro la necessità di una gestione dell’esposizione debitoria sull’esempio della “Bad Company”.
A nostro avviso, chi ha ricevuto il mandato di governare le regioni deve poter svolgere il mandato mettendo su un binario parallelo il fardello dei debiti pregressi.
Si tratterebbe di una gestione collaterale nella quale sarebbe fatta confluire la massa dei debiti da pagarsi nei modi e nei tempi che si riterranno più opportuni, lasciando la possibilità alla Giunta di operare senza l’affanno della gestione quotidiana dei pagamenti degli stipendi e delle forniture per l’ordinaria amministrazione.In altri articoli, su questo giornale, abbiamo sottolineato l’assenza di controlli sull’attività ordinaria delle società partecipate. È mancato il soggetto che era deputato a verificare l’amministrazione quotidiana e la qualità della spesa pubblica. Eppure l’Ente preposto a un tale controllo era previsto. Se si fosse sforzato di leggere i bilanci e di visionarli con la necessaria esperienza non avrebbe dovuto approvarli, come qualche amministratore nel settore dei trasporti ha fatto recentemente.
Se i debiti verso il sistema bancario, nei confronti dei fornitori e degli Istituti previdenziali sono di tale entità, bisognerebbe valutare se non dichiarare lo stato di insolvenza, ed affidare ad un commissario la gestione straordinaria. Abbiamo riferito della procedura di amministrazione straordinaria, cioè l’anticamera del fallimento, prevista dalla legge Prodi bis, attuata per l’ACMS, l’Azienda che gestisce il trasporto pubblico di Caserta.
La condizione di grave illiquidità di quell’Azienda ha costretto gli Enti locali a troncare il ripiano dei disavanzi che ogni anno si accumulavano senza via di uscita. Siamo convinti che i disavanzi delle società il cui capitale è partecipato totalmente o parzialmente dalla Regione Campania non potranno essere più ripianati con la stessa tranquillità degli scorsi anni e che, come abbiamo già scritto, prima o poi la Regione dovrà affrontare con risolutezza e senza tentennamenti questo problema. La Sanità è stata sempre considerata, giustamente, come il punto centrale di disequilibrio del bilancio regionale e causa principale dello sforamento del patto di stabilità, divenendo conseguentemente “idrovora” di tutte le risorse con ipoteca anche di quelle future.
Il Settore dei trasporti è sembrato destare meno preoccupazione. Invece, la situazione ha ormai raggiunto livelli di guardia che devono seriamente preoccupare la pubblica opinione e, soprattutto, la Pubblica Amministrazione se non si vuole ulteriormente compromettere l’equilibrio di bilancio della Regione in particolare.Il 31 dicembre 2011 è prossimo. Entro quella data le Regioni dovranno affidare a soggetti esterni, mediante gare, la gestione delle reti del trasporto pubblico locale.
Sarà bene che il management delle società, che operano nel settore, avviino immediatamente quei processi di riorganizzazione aziendale che rappresentano l’unica soluzione per raggiungere livelli di efficienza, efficacia ed economicità della gestione tali da consentire di affrontare la difficile sfida del mercato che comincia a profilarsi all’orizzonte.La scadenza del 31 dicembre 2011 è più vicina di quanto si possa pensare, ma se vi si perverrà con uno scenario meno compromesso finanziariamente, si sarà ancora in grado di coinvolgere nuove forze economiche nella gestione del Trasporto Pubblico Locale ed evitare che anche questo settore finisca nelle mani di soggetti estranei alla nostra realtà territoriale.