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Bilancio comunale sotto l'ideologia niente

Da la Repubblica di domenica 8 marzo 2009

di Giuseppe Ossorio
 
Il bilancio del comune di Napoli dovrà essere approvato entro fine mese ma i conti non tornano. CosÏ si è chiuso, per forza maggiore, un surreale dibattito sulla strategia economica neo interventista che l'assessore Riccardo Realfonzo ci aveva preannunciato. Sinceramente, le interviste rilasciate e il contraddittorio che si è sviluppato non ci hanno appassionato. Perciò, non sappiamo a quali esiti sia giunto quell'ameno dibattito che ha percorso per qualche settimana le pagine dei giornali cittadini. Se avessimo potuto avremmo consigliato al responsabile dei conti comunali di dirci già  in quelle settimane le vere condizioni delle entrate e delle uscite. Tanto più che avrebbe potuto leggerle nel documento preconsuntivo in suo possesso. Ma soprattutto, gli avremmo chiesto come uscirne
Siamo a ridosso della scadenza del bilancio e l'assessore rileva che non gode buona salute, ce ne dispiace per i poveri contribuenti napoletani, ma non avevamo bisogno del un nuovo assessore per saperlo. Lo stato precario dei conti pubblici del comune lo avevamo descritto in  precedenti articoli su questo giornale. Indicammo gli importi troppo elevati, rispetto ai valori del bilancio, delle entrate non riscosse cioè i residui attivi: 3 miliardi di euro, quasi lo stesso importo delle uscite non pagate ossia i residui passivi. E suonammo un campanello d'allarme sull'entità  dell'indebitamento del comune per i mutui contratti e i relatività  pagamenti degli interessi passivi. Sulla esigua disponibilità  di cassa e sulla rigidità  della spesa di parte corrente. Infine, sull'assenza dei controlli interni (a proposito, chi è il responsabile di quel procedimento?) che genera gran parte dei debiti fuori bilancio.
Francamente ci saremmo attesi dall'assessore Realfonzo, alla cui nomina erano legate tante aspettative, una via d'uscita da una situazione cosÏ difficile. Una indicazione dei tempi e delle modalità di un piano organico, cifre alla mano, per il rientro del debito comunale e  per una maggiore riscossione delle entrate. Entrambi gli obiettivi  dovrebbero essere sostenuti dall'impiego efficiente del Fondo di 84.000.000 per la produttività  dei dipendenti comunali (ma da chi dipende l'organizzazione e l'erogazione di questo Fondo?). Una proposta, cioè, elaborata dall'assessore che affianchi il documento contabile vero e proprio, è  da proporre in tempi utili al Consiglio comunale e all'opinione pubblica. Insomma, una strategia di medio e lungo periodo per il risanamento del bilancio che non ci propini lezioni ideologiche che non ci interessano.
Per entrare in argomento, si dovrebbe, a mio modo di vedere, innanzitutto riorganizzare con urgenza l'area delle entrate. In essa, per fare solo un esempio, il problema del mancato incasso delle contravvenzioni rappresenta uno dei punti deboli. Si sa che non è stato ancora firmato il contratto di affidamento all'esterno del servizio di notifica e incasso delle contravvenzioni, ebbene si responsabilizzi il comando della Polizia municipale, ancora fresco di nomina.
Inoltre, è di particolare rilevanza il fronte del contenzioso per i ritardi dei pagamenti. Il numero dei ricorsi che il comune affronta ogni anno, infatti, cresce ed è diffusa la convinzione che spesso conviene iniziare un ricorso nei confronti dell'ente, poiché si hanno ottime probabilità  di vincerlo. Vi è poi l'annoso tema dell'utilizzo e della gestione del patrimonio comunale. Si ricava ben poco dall'affitto di circa 35.000 appartamenti ubicati nel territorio urbano, al netto dei costi di gestione e di manutenzione straordinaria. E ancora necessario far assumere dal comune la veste di società  immobiliare?
Va affrontata, in modo prioritario, la carenza di liquidità , per cui è necessario implementare il fondo di svalutazione dei crediti che accolga come posta correttiva gli importi di difficile esazione nel corso del 2009. Abbiamo messo in evidenza solo quattro argomenti. Alcuni fra i tanti che dovrebbero essere rivisitati ed affrontati in un piano organico per il rientro del debito e per la maggiore riscossione delle entrate, tenendo conto dei residui e dei debiti fuori bilancio. Problemi di lungo e di medio periodo, aspetti strutturali e di funzionalità dell'ente. Contestualmente va aperto il capitolo delle società  partecipate come l'Asia, Napoli Servizi e Napoli sociale, partendo dall'efficienza di quei servizi e dalla resa di quelle prestazioni che certamente non sono eccellenti. In tal modo il bilancio del comune riacquisterebbe credibilità. Dalle crisi si esce modificando radicalmente vecchie e consolidate abitudini e vizi radicati o semplicemente si preparano nuove e più gravi crisi. Esse, invece, devono preparare tempi nuovi, più giusti, più responsabili, più stabili. Ciò vale per l'intero paese come per il governo degli enti locali.