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La liberalizzazione dei trasporti si infrange al primo ostacolo

Pare che per ciascuna delle cinque provincie della regione e per la città di Napoli non sia stata operata un’attenta considerazione delle caratteristiche e della struttura dei mercati; e non si sia tenuto conto  del numero e delle dimensioni degli operatori nazionali e internazionali che potrebbero prendere parte alle gare. Insomma, i lotti messi a gara  richiederebbero la partecipazione di imprese enormi, che forse non sono presenti in Campania neppure nell’area di quelle pubbliche. Si eccepisce, quindi, che il bando non garantirebbe  la partecipazione alla gara del maggior numero possibile di concorrenti e, quindi, non assicurerebbe un reale confronto competitivo; che, inoltre, non fornirebbe ai potenziali partecipanti tutte le informazioni economiche e tecniche necessarie a valutare l’investimento richiesto e l’eventuale interesse commerciale alla partecipazione.
Il bando di gara farebbe riferimento ad un Piano approvato con la deliberazione di Giunta Regionale 462 del 2013. Sarebbe solo uno scenario di programmazione  che non poteva essere posto a base di gara.
Se così fosse - e auspichiamo che non sia - sarebbe un bel pasticcio che dimostrerebbe l’impossibilità della pubblica amministrazione (delle regioni meridionali, anche in questa occasione) di entrare nello spirito e soprattutto nel merito delle liberalizzazioni del mercato. Fra l’altro, l’Autorità per la Concorrenza ha sempre raccomandato di esplicitare, in questi atti pubblici, le caratteristiche e la struttura dei mercati di riferimento.
Sarebbe esiziale un primo stop all’effettiva liberalizzazione del mercato dei trasporti pubblici. Tutto si tradurrebbe in un’operazione di facciata, senza nessuna possibilità di concreta realizzazione. Altri ricorsi, dopo quello del CTP di Napoli, da parte di altre aziende pubbliche di trasporto, quali ANM e l’Azienda di Salerno, insieme alle proteste sindacali, vedrebbero una disastrosa ricaduta sulla efficienza mal ridotta dei trasporti pubblici in Campania e anche sull’occupazione del settore.