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Seduta n. 725 del 28-11-2012

Seduta n. 725 di mercoledì 28 novembre 2012

Informativa urgente del Governo sui recenti sviluppi relativi alla situazione dell’ILVA di Taranto

RESOCONTO STENOGRAFICO

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BUTTIGLIONE Rocco. Ha chiesto di parlare l’onorevole Ossorio. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE OSSORIO . Signor Presidente, signor Ministro, stamane su La Stampa di Torino il professor Mario Deaglio ha scritto un articolo che sicuramente lei avrà letto: «La doppia miopia dalla noncuranza all’iper-rigore». Questo articolo così conclude: «Per un’amarissima ironia - dice il professore Deaglio -, quest’Italia, che pare proprio volersi privare dell’acciaio, si terrà una città fortemente inquinata che solo dalla continuazione di un’efficiente produzione all’Ilva (e dall’uso dei relativi profitti per rimediare ai mali passati) può sperare di trovare le risorse per riportare a normalità un ambiente sconvolto da un’irresponsabile mancanza di controlli. Dopo decenni - conclude il professor Deaglio - di grande noncuranza della società proprietaria e di assenza di controlli da parte pubblica, oggi lo Stato, mediante l’azione della magistratura, va all’estremo opposto: quello di un iper-rigore miope che potrebbe risultare altrettanto dannoso».
Lo scrive, quindi, un economista cui va l’apprezzamento non solo dei repubblicani, a nome dei quali intervengo. Ma, è mai possibile, signor Ministro, che nel nostro Paese tutto debba finire al vaglio della magistratura? Non prendete queste parole, signori colleghi, come un attacco all’operato della magistratura. Non lo è né vuole esserlo, perché come siamo garantisti, siamo pronti a tenere ben presente il rispetto per l’azione dei giudici.

BUTTIGLIONE Rocco. La prego di concludere, onorevole Ossorio.

GIUSEPPE OSSORIO. È solo una constatazione - e concludo - di un Paese sempre più aggrovigliato su sé stesso, aggrovigliato,