IMAGE

Silenzio sul Sud

Per Giannola, la replica ad un “Sudismo” ridotto a lagnosa protesta priva d’orizzonte è la ripresa di un dialogo con il Nord, attraverso una maggiore e sempre più convinta integrazione tra le regioni attuali. Quali sono i mali? Un regionalismo sprecone e incapace di integrare una crescita comune? La miopia della classe dirigente, politica e amministrativa?
“Il Sud non è tra le principali priorità del Governo Renzi, così come non lo è stato per i precedenti esecutivi negli ultimi vent’anni”. E’ perentoria l’analisi di Giannola e noi concordiamo per averlo sostenuto senza spirito piagnone indicando le deficienze della classe dirigente del Sud, gli sprechi e il malgoverno. Purtroppo, temiamo che non siano solo queste le cause del mancato sviluppo del Sud. Siamo d’accordo con Adriano Giannola quando, in un’intervista sul Mattino, sottolinea l’inefficacia di “semplici misure di efficientamento del sistema, pure utili, come quelle delineate da Sottosegretario alla Presidenza Graziano Del Rio” servono, invece, e concordiamo in pieno, “strategie di ampio respiro ad hoc per il Meridione, che deve svolgere un ruolo di pivot nella più generale strategia di sviluppo del Paese”. Il Piano del Governo Renzi non ci convince quando parla di “semplificazione per le aziende con procedure uniche da Pacenza a Caltanissetta” perché è vago. Chiariamoci, conveniamo perché vanno nella giusta direzione, ma come si fa a non convenire con il professore Giannola che con ironia aggiunge di non capire “cosa c’entrino con lo sviluppo” economico del Mezzogiorno, “Occorre una strategia unitaria che faccia riferimento al Mezzogiorno nella sua dimensione di macro-area”. Troppo presto per tirare le somme sulla politica di coesione territoriale del Governo? Staremo a vedere.
Al momento chiediamo all’esecutivo Renzi di interessarsi del Mezzogiorno.