“LA SANITA’ BELLA MA IMPOSSIBILE”

In Campania il Commissario ad Acta per l’attuazione del piano di rientro dei disavanzi della sanità regionale, Joseph Polimeni, è ancora all’opera. Si avvertono i tagli sul personale e sulle strutture ospedaliere e ambulatoriali. Fra la Regione e la struttura commissariale i rapporti sono “a distanze siderali su molte questioni”: dal nodo dei cosiddetti “tetti di spesa” per i laboratori convenzionati, al pensionamento senza ricambio di ben 14.000 unità lavorative. Con un decreto di luglio scorso il Commissariato per il rientro del debito ha definito il fabbisogno di personale medico e non medico delle Asl e delle Aziende sanitarie in appena 4.951 assunzioni di nuove unità di personale che ristorano appena un terzo dei vuoti dei vecchi organici. Senza contare che di queste 4.951 assunzioni 1.412 dipendenti sono destinati all’Ospedale del Mare. I sindacati ospedalieri Anaao, Cimo e Aaroi e gli altri sindacati certamente non esultano. 


La maggiore preoccupazione, a nostro avviso, è il rischio concreto di dissipare importanti esperienze professionali senza un turn-over tempestivo e urgente. In campo medico la trasmissione della conoscenza non solo avviene sui banchi universitari ma ancor di più si verifica nelle corsie degli ospedali. Il blocco delle assunzioni interrompe il fisiologico ricambio generazionale e intacca i servizi attuali, ma compromette anche la trasmissione delle conoscenze che si acquisiscono solo con la coeva frequentazione nelle corsie ospedaliere delle nuove leve di medici con le generazioni meno giovani, magari prossime alla pensione. 


Molti intoppi vi sono in Campania per attuare i nuovi Livelli essenziali di assistenza. Il presidente della Regione su questi temi dichiara di non voler retrocede di un millimetro e chiede entro l’anno “al Ministero della Salute di poter uscire dal piano di rientro” mettendo fine al commissariamento. Dalla struttura commissariale, però, non avvertiamo segnali distensivi. 


Forse sbagliamo a prevedere mesi ancora difficili, ma se dovesse continuare la politica dei tagli i nuovi e più estesi Livelli essenziali di assistenza resteranno nella fantasia e nell’ambizione di un servizio sanitario nazionale bello e impossibile.