“Bagnoli aspetta”

E’ vero, una fetta della città  viene sottratta al governo del Sindaco e del Consiglio Comunale. Ma di fronte all’immobilismo ed ai fallimenti che si sono succeduti va fatta una scelta politicamente forte.

Probabilmente solo una volta siamo arrivati vicini ad una possibile, reale, soluzione del problema, quando Napoli nel 2003 si candidò ad ospitare nel mare di Bagnoli la 32esima edizione dell’America’s Cup è fu in lizza per l’assegnazione della fase finale del 2007, che, come si sa,  venne assegnata a Valencia. Quell’occasione avrebbe potuto rappresentare il grande traino per la completa trasformazione dell’area come, poi, è avvenuto nella città spagnola. Ma è inutile recriminare.

Ci sono state nelle ultime settimane molte voci autorevoli discordi sul tema. La risoluzione potrebbe essere l’indicazione di una grande personalità, di profilo internazionale, che possa rappresentare al tempo stesso il motore ed il garante della trasformazione urbana senza approdare all’ennesima bruttura edilizia o ad una speculazione sui suoli, che sfrutti la rendita fondiaria nella peggiore tradizione dello sviluppo urbanistico della città. Bisogna fugare ogni timore in tal senso.

Una grande pagina di Napoli  si deve ancora scrivere. Diamo la penna a chi sa farlo.

La nomina del super tecnico, annunciata più volte come imminente e puntualmente rinviata, arriverebbe dopo circa 8 mesi dalla conversione in legge del decreto Sblocca Italia. Con l'articolo 33, di fatto, il Governo derogando alle varie legislazioni di settore, affida ampi poteri decisionali al Commissario. Seguirà la nomina di un soggetto attuatore che, anche attraverso il coinvolgimento dei privati, opererà come stazione appaltante per gli interventi di bonifica e di realizzazione delle opere.

Contro lo Sblocca Italia, che è bene dirlo non riguarda  solo l’intervento del Governo su Bagnoli, si è levata una critica serrata da parte di giuristi e intellettuali come Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale, e Massimo Bray, ex ministro dei Beni culturali, perché lo sviluppo deve “coincidere con il bene di tutti e non con l’interesse di pochi”. Come si fa a negarlo. Una garanzia dovrebbe rappresentare la previsione che i suoli dell'ex Italsider diventino di "rilevante interesse nazionale" passando così sotto l'egida e la tutela del Governo. Il punto controverso previsto dallo Sblocca Italia è la predisposizione di un Programma di risanamento ambientale e di un Documento strategico, che sostituirà a pieno titolo tutte le autorizzazioni, i pareri e i nulla osta richiesti dalla legge per le opere di bonifica ed infrastrutturali. Esso costituirà la variante urbanistica automatica, prescrivendo l'urgenza e l'indifferibilità dei lavori.

E’ la logica conseguenza delle polemiche protratte per anni e della inefficienza delle scelte politiche. Il confronto, il dibattito democratico è un bene che si può spegnere per l’inconcludenza.