Capitolo 4. Fra passato e presente

L’interlocutore in quella stagione non poteva che essere  quel partito che nel suo sorgere  come nuovo partito nato dalla fusione delle maggiori culture politiche del ‘900 prometteva, sin dal nome che richiamava l’Americaliberal  di Roosevelt  e di Kennedy, prometteva di assumere un profilo liberaldemocratico da contrapporre al liberalismo conservatore di una destra liberale la quale, peraltro, non sarebbe mai nata.

Purtroppo la crisi economica incalzante, la pigrizia e la mancanza di coraggio della classe dirigente di quel partito hanno deluso anche le più caute aspettative. Solo oggi e a costo di un ribaltamento generazionale di cui ancora è difficile prevedere l’esito, il tema agitato da Giuseppe Ossorio si ripropone in tutta la sua urgenza.

Emblematica, in questa prospettiva,  la questione del federalismo, della riforma del titolo V della Costituzione che la sinistra  approvò in tutta fretta nella speranza di sottrarre consensi alla Lega Nord. A sinistra come a destra, visto il disastro compiuto dalle Regioni soprattutto nella gestione della Sanità, si cerca di correre ai ripari, di tornare precipitosamente sui propri passi. Ebbene,  Ossorio non ha smesso mai di denunciare gli sprechi compiuti in quegli anni, le inadempienze che hanno allontanato dalla politica i cittadini contribuendo a creare il clima della cosiddetta antipolitica. A denunciare lo spaventoso aggravio del debito pubblico italiano (il male dei mali del nostro Paese) causato da quelle inefficienze.

Allorché si paventava un’accelerazione sul fronte del federalismo fiscale scriveva, infatti, nel luglio 2008: “si inseguono i nuovi miti salvifici del federalismo fiscale che, nel totale silenzio dei parlamentari meridionali del Pd, porterebbero al definitivo declino del sud, ma anche alla marginalità del resto del paese nel contesto europeo e mondiale. E’ questo che si vuole veramente?”

Ancora una volta il Partito democratico veniva richiamato alle sue responsabilità. Questa volta sul fronte del federalismo e del meridionalismo: temi squisitamente liberali e democratici  che furono al centro dell’analisi storiografica e del’azione politica di Francesco Compagna . Figura centrale nel panorama politico italiano e costante punto di riferimento del giovane Ossorio.
Analisi politica e concreti interventi su singole questioni, su atti amministrativi particolari, si compendiano, infatti, negli interventi  e negli scritti di Ossorio. A  conferma di quella tradizione di pensiero e di prassi politica che contraddistingue  la scuola liberale e repubblicana. Così come è sempre presente la volontà di non disperdere la cultura, la storia della democrazia liberale per rinnovarla, qualche volta anche con giusta spregiudicatezza.

Commentando (l’intervento si può leggere nell’Appendice ) la commemorazione di Benedetto Croce  tenuta da Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano  per l’anniversario della morte del filosofo, Ossorio  si sofferma sugli anni drammatici della caduta del Regime e della ricostruzione delle istituzioni democratiche che videro impegnato l’ormai vecchio filosofo fino allo stremo delle forze fisiche.  Un parallelo con le condizioni attuali ( meno drammatiche, avverte Ossorio, ma non per questo meno pericolose per la democrazia), di confusione e di  incertezza.

Ritrovare, dunque, la capacità di avviare un processo autenticamente riformatore fondato su principi comuni, pur nella diversità degli orizzonti politici. Scrive :” Questo è il punto. Ritrovare anche oggi una concordia nella discordia. Capire che la democrazia liberale non può vivere senza il conflitto (altrimenti si tramuterebbe in una dittatura mite), ma che se il conflitto non si sviluppa in un orizzonte di valori condivisi conduce irrimediabilmente all’anarchia, al disfacimento della stessa convivenza civile.”

Ed ecco il passaggio fondamentale, quello che segna un’identità storica e politica, una sintesi fra passato e presente con uno sguardo al futuro dell’azione. Le conclusioni immediatamente politiche che  Giuseppe Ossorio trae, senza boria ma con sobrio orgoglio, come in una sorta di assunzione di responsabilità. Scrive infatti: ” Tocca agli eredi di quella tradizione politica, di democrazia liberale, di cui Croce fu fra i più lungimiranti interpreti, rimettersi all’opera, guardando all’Italia e all’Europa con spirito nuovo, riformatore. Perché solo con le riforme profonde, in Parlamento, si impediscono le rivoluzioni.”

Sullo sfondo del pensiero e della pratica politica , come si è accennato, è sempre presente  il pensiero meridionalista, quello autentico non rivendicazionista o populista, realista e orgoglioso assieme, così come è costante l’attenzione e la preoccupazione per le sorti della Campania e di Napoli.  Tanti gli interventi sulle finanze  delle amministrazioni regionali e comunali nei quali Ossorio, dottore commercialista, mette a frutto le sue competenze specifiche. Mai da puro tecnico perché in politica la tecnica deve accompagnarsi all’opportunità  del momento storico, all’etica sempre e, dunque, mettersi al servizio della libertà.

Articoli pubblicati da "la Repubblica" - Napoli

Partecipare va bene ma ditemi a cosa

Il Partito democratico e l’orizzonte della complessità

Le radici del Pd nel pensiero di Amendola 

Chi si ferma è perduto

Pd meridionale disattento sul degrado della scuola 

Dal caso Villari alle liste civiche

Pd, servono primarie vere per rilanciare il partito

Grande è la confusione sotto il cielo del Pd

Problemi concreti e urla di propaganda

La scelta obbligata del repubblicani  

Il ruolo di Sepe nella crisi politia 

I luigini contro i contadini 

Liberaldemocrazia una via equa e liberale 

Tasse, scaricabarile dei primi cittadini 

L’eredità di compagna

Il partito del rigore

croce, caposaldo etico-politico

Far crescere la “cultura dell’accoglienza”