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Giuseppe Ossorio: ”Napoli, città in controluce ma le energie vanno difese”

Ossorio, che città è stata Napoli in questi quindici anni durante i quali lei l’ha seguita, sorvegliata attentamente?
“Non ha ma smesso di essere sostenuta da una grande vitalità. Direi inesauribile. Ma è bisognosa di una classe dirigente che la risollevi, le faccia riprendere quota. Guido Dorso diceva che ci vogliono cento uomini di ferro. Senza troppo pessimismo, non ne vedo sul campo”.
Gli articoli non seguono un ordine cronologico, ma sono il libro di Giuseppe Ossorio “Scelte in controluce”: sarà presentato oggi alla Unipegaso suddivisi per temi. La sezione che inaugura la sua raccolta è dedicata al “Mezzogiorno”.
“Che sembra un problema deseuto, pare non se ne voglia interessare nessuno. Guardo con interesse a Renzi, alla sua spallata data al sistema. Ma il Meridione è al centro di una visione? Si va oltre le intenzioni per impedire che Napoli lasci andare altrove le sue energie migliori? Il Sud dev’essere al centro della politica, non accantonato. Si è cancellata la Cassa del Mezzogiorno, e pure il termine. Il mancato sviluppo del Mezzogiorno è il mancato sviluppo del Paese”.

Non lasciare il Sud come corpo a sé stante, ma inquadrarlo in una dimensione europea e mondiale?
“Infatti analizzai nel febbraio del 2011, a ridosso della “Primavera araba”, che le rivendicazioni di quei giovani non erano una ribellione incontrollata ma consapevole. Un desiderio di dignità che accomuna tanti giovani napoletani che troppi continuano a bollare come oziosi o apatici, invece di vedere i tanti sacrifici e le difficoltà della loro generazione”.