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Una vera riforma per Scuola e Università

By repubblicanidemocratici.it 

Chiariamo innanzitutto una questione di fondo: quella del Ministro Gelmini non è, propriamente, una riforma della scuola e dell'Università . È, in realtà , un insieme di provvedimenti tendenti a tagliare la spesa universitaria, per la ricerca e per la scuola. Bloccare il turn over per cinque anni all'Università; procrastinare l'assunzione dei precari e ridurre il numero dei maestri, altro non è che tagliare la spesa per l'istruzione in un momento nel quale, come sostengono tutti, si dovrebbe fare esattamente l'inverso.
Del grembiulino e del voto in condotta non vale la pena di parlare, perché si tratta di gesti simbolici più che non pratici, dal momento che in quasi tutte le scuole elementari il grembiule si è sempre usato e la condotta ha sempre influenzato il giudizio complessivo di ogni Consiglio di classe.
Stando cosÏ le cose, la montante protesta degli universitari e dei docenti in generale, ha una sua giustificazione. Una democrazia, inoltre, vive se è conflittuale e variegata e pretendere, come in troppi ingenuamente fanno, che si accolgano con plausi e gioia tutti i provvedimenti dei governi è sintomo di grave crisi morale, civile e politica.
Si protesti, dunque, con forza e vivacità . Però!
Al fondo dei provvedimenti vi è una filosofia, che è quella di rendere più agile l'intero sistema scolastico e di smantellare l'Università  pubblica. La proposta infatti più forte, in questo senso, è quella di trasformare le Università  in Fondazioni private. Ora, se non si è d'accordo, come non siamo, con questa filosofia di fondo, non possiamo negare che essa sia legittima e che si rafforza quando si paragona all'attuale stato di cose.
L'intero sistema dell'istruzione, infatti, dall'Università  alla scuola dell'obbligo, è affetto da un terribile burocratismo, una diffusa inefficienza, un livello qualitativo spesso scadente.
Di fronte a questo le proteste e le occupazioni servono a poco, ed anzi possono sembrare addirittura battaglie di retroguardia tese a conservare l'esistente ed alcuni odiosi privilegi.
Una forza politica autenticamente riformista deve pretendere che non si tagli, ma che anzi si investa sull'istruzione e la ricerca, proponendo al tempo stesso un'ampia e profonda riforma del sistema attuale secondo criteri di reale meritocrazia e concreta concorrenza.