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L’Amministrazione comunale garantisca il decoro urbano

Da la Repubblica del 9 novembre 2008

Di Giuseppe Ossorio 

Con i sei arrestati di ieri sorpresi a scaricare rifiuti ingombranti in strada, ha trovato la sua prima applicazione il decreto che il governo Berlusconi aveva dedicato ai rifiuti in Campania. decreto che non aveva mancato di suscitare molte vivaci e, si sarebbe detto un tempo, vibrate proteste, sulle quali ci sembra opportuno ritornare.
In verità  le proteste sensate riguardavano non il contenuto del decreto, ma il suo profilo costituzionale, dato che esso si riferisce soltanto ai cittadini campani e di altre regioni meridionali, come è stato pi˘ volte osservato in questi giorni. Riflessioni che tornano di attualità  dopo i sei arresti effettuati ieri dai carabinieri in applicazione delle norme del governo.
Non è un caso, infatti. che la difesa abbia già  sollevato l'ipotesi di incostituzionalità: "La legge si applica solo in Campania"ù, è stato osservato. E su questo punto, non si può negare che una legge speciale, mirata ad una sola area del paese, violi molti principii dello Stato di diritto e offenda la dignità  e la sensibilità  di ogni nostro concittadino.
Oltretutto, dato che abbiamo non poche volte visto le anse del Tevere, come quelle del Po, dell'Arno e di tanti altri fiumi italiani, piene zeppe di rifiuti di ogni tipo, ci si poteva almeno aspettare che un decreto del genere si estendesse all’intero territorio nazionale.
Ciò detto, dobbiamo immediatamente ribadire che il buon senso, che qualche volta confligge con il diritto quando questo diventa troppo astratto, aveva spinto tanti cittadini napoletani e campani a salutare con soddisfazione un provvedimento che, ci si augura, possa, se non eliminare, almeno contenere lo sconcio dell'abbandono nelle campagne, ma anche nelle strade cittadine, di ogni genere di rifiuti, ingombranti e non.
Immagini purtroppo frequenti dalle nostre parti. immagini che hanno fatto il giro del mondo nei mesi in cui la crisi della spazzatura ha toccato l’apice. Forse è perché scottati dalla tragedia appena vissuta che molti napoletani i hanno approvato il decreto, pur se discutibile sotto molti aspetti. Come abbiamo prima accennato.
La questione tuttavia non va sottovalutata, qualche giorno fa il sindaco Rosa Russo Iervolino, in occasione della presentazione del programma di rilancio della giunta comunale, aveva indicato come priorità  il decoro urbano della città , e su questo tema, in questo momento, la nostra classe dirigente avrebbe il dovere perentorio di intervenire con urgenza e decisione.
Qui per decoro non si intende, naturalmente, un vuoto, generico e, forse, retorico richiamo ad un principio astratto di comportamento. Richiamo che, ai fini pratici, rischierebbe di non sortire alcun effetto.
Si intende piuttosto la capacità  di un’amministrazione pubblica coadiuvata, naturalmente, dai cittadini di buoni volontà e dalle forze dell’ordine di garantire un livello decoroso di civiltà dell’intero assetto viario, urbanistico e monumentale della città .
Anni fa, negli Stati Uniti, dei teorici dei partito repubblicano proposero la cosiddetta tolleranza zero a partire dalla teoria del vetro rotto.
In soldoni si sosteneva che la presenza di un elemento di degrado in un certo ambiente (un vetro rotto in una strada) porta con sé un ulteriore deterioramento di quell'ambiente stesso, invitando, di fatto, i cittadini ad accrescere il degrado. E così, via via, la mancanza di decoro urbano, l’incuria pubblica e privata, il disordine e la sciatteria, accrescono di pari passo il decadimento e l’insicurezza dei cittadini, fino a creare condizioni favorevoli alla delinquenza in generate e, aggiungiamo noi, la fortune di quelle forze politiche che lucrano elettoralmente sul cosiddetto riflesso d'ordine.
La teoria, si dice, non ha avuto riscontri o verifiche empiriche. Sarà  vero, ma è indubitabile che il decoro urbano, la mancanza di vetri rotti, migliora la qualità  della vita e, certamente, disinnesca almeno in parte il bisogno di ordine che finisce spessi col coincidere coli una privazione di libertà .
Ecco perché queste teorie, che provengono dalla destra conservatrice, devono essere vagliate e tenute in conto anche dalla cultura politica democratica e liberale, semmai per modificarle, raffinarle e renderle concretamente operative. Auguriamoci, dunque, che l’amministrazione comunale faccia seguire alle parole i Fatti.
Intanto, ci auguriamo anche che uguale, anzi maggiore severità , il governo voglia mostrare nei confronti di quegli industriali dei Nord che per tanti anni, complici della camorra, hanno usato la Campania come sversatoio per i rifiuti tossici delle loro aziende.