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Convergenze elettorali: il caso della Campania

By repubblicanidemocratici.it

Elezioni provinciali ed europee in primavera e poi, a seguire, le regionali e le comunali negli anni successivi. In meno di tre anni si dovrebbe sconvolgere l'intero assetto politico e amministrativo del nostro martoriato territorio dopo una crisi che ha coinvolto l'intera classe dirigente in tutte le sue articolazioni.
Impazzano le notizie sui candidati possibili: Berlusconi, all'improvviso, propone la candidatura di un industriale sconvolgendo i piani dei suoi dirigenti locali forse pi˘ che non quelli degli avversari stessi. Nel centrosinistra compaiono e scompaiono nomi pi˘ o meno autorevoli senza un minimo di dibattito programmatico o politico. E' la torre di Babele.
In realtà manca una analisi di ciò che è accaduto negli ultimi anni e l'unica parola che risuona è discontinuità: totale, per alcuni esponenti della destra, parziale per qualcuno del centrosinistra. Simbolismi privi, allo stato, di contenuti.
In verità noi riteniamo che la gravità della situazione imponga uno sforzo di fantasia per reinventare una governance per la Campania. Bisogna partire da alcuni temi fondamentali: il recupero e il rilancio del territorio; la razionalizzazione della spesa sanitaria; la riorganizzazione delle amministrazioni; il rilancio della città di Napoli. 
Su questi grandi temi è necessario, data la difficoltà dei due schieramenti, proporre un impegno comune chiaro ed efficace. Non necessariamente un preludio ad una grande coalizione, ma ad una nuova forma di governo delle autonomie locali nelle quali le liste civiche, espressione della società civile, e le sensibilità politiche non rappresentate nei grandi partiti possano svolgere un ruolo di coesione e di originale stimolo propositivo. 
Su tale questione si potrebbe e si dovrebbe, nei prossimi mesi, avviare un franco e chiaro dibattito fra le forze politiche, intellettuali, produttive e del lavoro della regione.